UPI Emilia-Romagna, le Province firmano il nuovo Patto: un’alleanza per lavoro, diritti, sostenibilità e coesione territoriale
Anche i presidenti delle Province dell’Emilia-Romagna, insieme al presidente di UPI Emilia-Romagna Giorgio Zanni, al presidente della Regione Michele de Pascale e al vicepresidente Vincenzo Colla, hanno firmato il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale. L’accordo rinnova un modello di governance condivisa per attrarre investimenti e competenze, sostenere il lavoro di qualità e i diritti, accompagnare la transizione ecologica e rafforzare la coesione tra città, montagna e aree interne.
Data:
11 Settembre 2026
Un’alleanza forte tra istituzioni, sistema economico e parti sociali per affrontare insieme le trasformazioni dei prossimi anni e costruire un’Emilia-Romagna capace di generare lavoro di qualità, attrarre investimenti e competenze, accompagnare la transizione ecologica e garantire coesione tra tutti i territori.
È l’impegno assunto anche da tutte le Province dell’Emilia-Romagna e da UPI Emilia-Romagna con la firma del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, sottoscritto martedì 8 settembre a Bologna insieme al presidente della Regione Michele de Pascale, al vicepresidente Vincenzo Colla e alle rappresentanze economiche e sociali regionali.
Alla firma erano presenti i presidenti di tutte le Province dell’Emilia-Romagna. Il presidente di UPI Emilia-Romagna Giorgio Zanni ha sottoscritto il Patto sia come presidente della Provincia di Reggio Emilia sia in rappresentanza dell’Unione delle Province dell’Emilia-Romagna.
La firma congiunta di tutte le Province e di UPI Emilia-Romagna conferma l’impegno degli enti di area vasta all’interno di un modello di confronto e collaborazione che mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, lavoratori e comunità, con l’obiettivo di tradurre le grandi sfide regionali in opportunità concrete per persone e territori.
Tra le priorità condivise c’è innanzitutto la capacità dell’Emilia-Romagna di continuare a essere un territorio nel quale investire, creare impresa e generare buona occupazione, cogliendo ogni opportunità in grado di attrarre risorse, talenti e competenze e di rafforzare la competitività del sistema produttivo anche sui mercati internazionali.
A questo si affianca il ruolo dell’economia sociale e la centralità della qualità del lavoro: stabilità occupazionale, salari, pari opportunità, diritti e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori diventano parte integrante di un modello di sviluppo che non misura la propria forza soltanto attraverso la crescita economica, ma anche attraverso la capacità di ridurre le disuguaglianze.
Altro asse fondamentale è quello della sostenibilità e della risposta alla crisi climatica, attraverso il percorso verso la neutralità carbonica e azioni concrete per accompagnare imprese, istituzioni e comunità nella transizione ecologica, insieme alla crescente necessità di rendere i territori più sicuri e resilienti.
Per le Province assume inoltre un valore particolare il tema della coesione territoriale. Montagna, aree interne, piccoli Comuni e territori più distanti dai principali centri urbani devono poter contare sulle stesse opportunità di sviluppo e su servizi fondamentali accessibili e di qualità, a partire da sanità e welfare.
«È proprio sulla coesione territoriale – dichiara Giorgio Zanni, presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio Emilia – che le Province possono offrire un contributo specifico, mettendo in relazione territori diversi, coordinando le esigenze dei Comuni e portandole nel confronto regionale. Il nostro compito è fare in modo che le politiche di sviluppo tengano insieme competitività e inclusione, città e aree interne, pianura e montagna. Dobbiamo continuare insieme a dare voce a questi territori, sostenerli e attrarre risorse capaci di dare risposte puntuali alle esigenze delle amministrazioni, delle comunità e delle realtà produttive, in particolar modo nelle aree interne e nei territori montani.
Le Province sono la casa dei Comuni: un luogo nel quale le diverse sensibilità del territorio possono incontrarsi e gli amministratori possono confrontarsi anche oltre le appartenenze politiche, per condividere problemi, individuare priorità e immaginare insieme il futuro delle proprie comunità. È questa capacità di fare gioco di squadra, tenendo insieme punti di vista e territori diversi, a rendere concreto il ruolo degli enti di area vasta.
Proprio per questo, e per l’approccio fondato sulla condivisione e sul confronto promosso dalla Regione, non potevamo che rispondere presenti. La firma di tutte le Province e di UPI Emilia-Romagna accanto alla Regione e alle rappresentanze economiche e sociali restituisce il senso dell’impegno assunto: fare squadra per costruire una regione nella quale sviluppo economico, diritti, sostenibilità e coesione territoriale procedano nella stessa direzione – conclude Zanni».
Ultimo aggiornamento
11 Settembre 2026, 09:38
UPI Emilia-Romagna